Lo Studio di Julia (Julia’s Bureau)

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Le parole che seguono furono trasmesse dall’Aldilà da Julia alla sua amica Ellen nell’ambito di una raccolta di lettere, Letters from Julia, trascritte da William Thomas Stead, grazie alla scrittura automatica, circa tutto ciò che Julia, amica defunta dello Stead, aveva da riferire sull’ambiente spirituale in cui si trovò dopo la morte. Le Letters from Julia furono pubblicate sulla rivista Borderland (uscita dal 1893 al 1897); furono poi raccolte in volume dal titolo After Death, Enlarged Edition on Letters from Julia, edito dalla Stead’s Publishing House, London, 1914.

Stead scriveva:

«Mentre la mia mano era intenta a scrivere una lettera a Ellen, pensai: “Chissà se Julia è rimasta molto sorpresa dalla nuova vita?” Istantaneamente Julia mi rispose:

Sì. Non ero preparata al fatto che l’aldiquà e l’aldilà fossero una cosa sola. Quando l’anima esula dal corpo essa rimane esattamente la stessa di quando era incarnata; l’anima, che è l’unico vero Io e utilizza la mente e il corpo come propri strumenti, al momento del trapasso non ha più bisogno o utilità di servirsi del corpo. Tuttavia, conserva la mente, la conoscenza, l’esperienza, le abitudini di pensiero: tutto ciò resta esattamente quello che era. (…) La cosa più straordinaria che appresi, una volta libera dal corpo fisico, fu la differenza che esiste fra quello che siamo in apparenza e il nostro Vero Io.

Potei apprezzare in modo del tutto nuovo le parole: “Non giudicare!” poiché il Vero Io è costituito molto più dell’uso che fa della mente che dell’uso che fa del corpo…

Il pensiero ha molta più sostanza di quanto possiate immaginare. Sognare ad occhi aperti non è un’attività futile od oziosa come potete pensare. L’influsso di una mente impegnata a idealizzare potrebbe non essere oggettivamente tangibile, ma viene percepito a livello sottile da menti più pratiche. Allo stesso modo, chi si concede a pensieri malvagi o poco puliti può influenzare impercettibilmente chi lo circonda, come per esempio i propri figli, anche se questi non hanno modo di sospettare che il loro genitore abbia mai nutrito tali pensieri.

Quindi, da questo lato dell’esistenza, le cose appaiono al contrario di come appaiono a voi e il pensiero si manifesta in tutta la propria forza. (…)

C’è stato un altro fatto che mi ha sorpreso non poco, e cioè la vacuità di tante cose. Con questo mi riferisco alla maggior parte delle cose cui diamo importanza nella vita terrena, come soldi, status sociale, meriti, fama, e tante cose cui tanto teniamo nella vita terrena. Qui non sono niente, non esistono più, si dissolvono come la nebbia di ieri o il tempo che ha fatto l’anno scorso. Sicuramente avranno avuto il loro significato, ma solo in via temporanea: non sono che nuvole di passaggio.

Desidero chiederti se puoi aiutarmi in una questione cui sono molto interessata. È da molto che desidero istituire un posto dove coloro che sono trapassati possano comunicare con le persone care ancora fisicamente in vita. Al momento, il mondo è pieno di spiriti che desiderano ardentemente comunicare con coloro da cui sono stati separati, proprio come io bramavo comunicare con te, ma non riescono a trovare una mano che si presti a scrivere per loro [W.T. Stead riportava le parole della defunta Julia tramite la scrittura automatica]. È una situazione così strana! Da voi ci sono tanti animi addolorati per il lutto; da noi tanti animi colmi di tristezza perché non possono comunicare con le persone che amano. Che si può fare per far sì che si possano rincontrare? Tu devi aiutarmi. Ma come? Non è una cosa impossibile. E, una volta raggiunto questo obiettivo, la morte avrà perso il suo pungiglione e la tomba la sua vittoria [v.  I Corinzi 15, 54-55]. L’apostolo [S. Paolo, N.d.T.] pensava che questo obiettivo fosse stato raggiunto, ma la paura della morte non è stata ancora debellata ed essa continua ad essere fonte di dolore e lutto. Chi può consolarci per la perdita di una persona cara? Solo coloro che possono dimostrare che chi muore non si è perso ma rimane vicino ai propri cari fisicamente vivi ancor più di prima e più che mai. Non credi che io sia stata molto più vicina ad Ellen da quando ho deposto le mie spoglie mortali? Ora posso stare con lei in modi che prima mi erano impossibili. Non sono mai stata così vicino alla mia cara amica prima di venire qui. Ma lei non lo avrebbe saputo, né tu avresti avuto alcun contatto con me se voi due non vi foste conosciuti.

Quello che ci vuole è una specie di ufficio, un centro di comunicazione fra l’aldiquà e l’aldilà. Non potresti istituire una sorta di ufficio con uno o più medium fidati? Se questo potesse alleviare le lacrime del mondo terreno, facendo sapere a chi ha perso una persona cara che i cosiddetti morti vivono in realtà più vicini a loro di quanto fu mai loro possibile in vita, ciò potrebbe alleviare tanto dolore. Ritengo che tu possa contare sulla partecipazione entusiasta di tutti coloro che risiedono al di qua dell’esistenza, nel mondo dello spirito.

Noi qui siamo pieni di gioia e speranza che questo progetto si possa realizzare. Immagina quanto soffriamo nel vedere tante persone amate che soffrono disperate, mentre coloro per cui piangono provano in vano ogni mezzo per attirare la loro attenzione e renderli consapevoli della propria presenza. E poi ci sono tante persone tormentate al pensiero che i propri cari possano trovarsi all’inferno, mentre in realtà si trovano fra le braccia amorevoli di Dio, che tutti accoglie. Ellen, mia cara, parlane con Minerva, e vedete cosa si può fare. (…) Sulle prime sono rimasta davvero sbalordita nell’apprendere l’importanza che gli spiriti danno alla comunicazione che è loro concesso avere con chi è ancora sulla terra. Certo, posso facilmente comprenderli, poiché anch’io sento il desiderio ardente di parlare con coloro che amavo ed amo; ma è molto più di questo. Quello che mi dicono da ogni parte, e in particolare le mie care guide, è che i tempi sono maturi perché si verifichi un grande risveglio fra le varie nazioni e che il mezzo tramite il quale tale risveglio potrà manifestarsi è l’improvvisa e definitiva dimostrazione, per ciascun caso individuale in cui questo desiderio si manifesti, della reale esistenza dello spirito, della continuità della vita dell’anima e dell’immanenza del Divino”.

Allora ho chiesto: “Ma io in che modo posso contribuire?

Julia continuò: “Tu sei un bravo medium scrivente. Se offrissi l’uso della tua mano affinché possa essere usata dallo spirito di coloro che risiedono qui, i cui parenti o amici sulla terra desiderino ricevere loro notizie, potresti far conto con grande fiducia sul fatto che il mondo dello spirito si serva della tua intermediazione. In ogni caso, qualora necessario, potrei sempre intervenire per spiegare le circostanze per le quali essi non potessero eventualmente servirsi della tua mano”.»

Per chi comprende l’inglese e desidera approfondire, il brano è tratto dal libro:

Nel 1892, William Stead aveva scoperto di avere il dono della scrittura automatica e fu allora che un’entità disincarnata che dichiarava essere la gentildonna Julia Ames cominciò a servirsi della mano di Stead tramite la scrittura automatica. All’epoca Stead scrisse: «Seduto da solo, con la mente rilassata, posi consapevolmente la mano destra che impugnava in modo normale la penna a disposizione di Julia e rimasi a guardare con grande e scettico interesse per vedere se scriveva».

Julia Ames era stata una giornalista professionista che curava anche The Woman’s Union Signal di Chicago. La Ames, che era stata amica di Stead, era deceduta nel dicembre del 1891. La sua più cara amica era una gentildonna di nome Ellen, che conosceva anche Stead. Ernesto Bozzano ci informa che «come avviene qualche volta in simili circostanze, le due amiche avevano tra di loro concluso un patto solenne, secondo il quale la prima che venisse a morire s’impegnava ad apparire all’altra al fine di dissipare in lei ogni dubbiezza circa l’avvenire della tomba». Julia disse a Stead che desiderava comunicare le proprie esperienze dall’aldilà per aiutare Ellen a comprendere che la morte era tutt’altro che la fine, ma qualcosa in attesa della quale vivere con gioia e speranza e che, sebbene il suo corpo fosse morto, lei non era morta affatto. Nello spiegare come era avvenuto il trapasso, Julia ebbe a scrivere: «Non provai alcuna sofferenza nel “morire”. Sentii solo una grande calma e pace. Poi provai una sorta di risveglio e mi ritrovai in piedi fuori dal mio vecchio corpo, nella camera in cui esso giaceva. Dapprima non c’era nessuno al di fuori di me. La mia prima sensazione fu di stupore circa il fatto che mi sentissi così bene. Poi mi resi conto che ero morta». In un’altra comunicazione, Julia disse: «La morte non esiste (…) La morte è solo un senso di privazione e separazione percepito dai cosiddetti “viventi” (…) La morte esiste solo per i “viventi”, non per noi».

Le lettere furono dettate fra il 1892 e il 1893 e in questo lasso di tempo Julia chiese a Stead di istituire quello che lei chiamò un Bureau (un ufficio), una sorta di centro dove, grazie all’impiego di medium, potesse praticarsi la comunicazione fra il mondo dello spirito e quello degli incarnati. Julia dichiarò di attribuire grande importanza al fatto di sapere di più circa la reale natura della nostra realtà, dicendo: «Potrebbe sembrarvi strano che verificare l’effettiva esistenza di un’altra vita possa accrescere l’importanza di quella che vivete sul piano fisico, ma è proprio così, e non potrete mai apprezzare la reale importanza della vostra vita terrena fino a quando non la vedrete da questa prospettiva, quella del dopo-vita, del mondo dello spirito. Mai, in nessun momento della vostra esistenza, può capitarvi di non influenzare l’eternità. Potreste considerarla una metafora, ma io lo intendo in senso letterale. Voi costruite il nostro mondo, tramite le opere che compite nel vostro, molto più di quanto voi possiate immaginare».

Le lettere di Julia parlano anche della legge della crescita spirituale, del lutto per i “defunti”, della vita nell’aldilà e di numerosi altri argomenti che ella riteneva importante che gli incarnati comprendessero prima di morire.

Nel 1893 Stead lanciò una pubblicazione chiamata Borderland (letteralmente: terra di confine), una rivista trimestrale su temi metafisici che fu pubblicata fino al 1897: fu su questa rivista che le lettere di Julia furono pubblicate per la prima volta. Il libro contenente le lettere e intitolato After Death fu pubblicato nel 1905 e fu un gran successo, con molte copie vendute nel Regno Unito e negli USA.

Nel prossimo articolo approfondiremo quanto di pratico fu fatto per allestire il Bureau di Julia e rifletteremo sulle implicazioni delle sue comunicazioni dell’Aldilà

 

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