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“La crisi della morte” di Ernesto Bozzano

crisi_morteBuon giorno, cari lettori.

Oggi desidero parlare di un libro che considero utilissimo per chiunque si interroghi su cosa avviene nel momento del trapasso, indipendentemente da ciò che ci raccontano le persone che hanno avuto un’esperienza di pre-morte o NDE, persone che cioè sono rimaste clinicamente morte per un periodo di tempo, ma che sono poi tornare alla vita fisica.

È ragionevole ipotizzare che questi episodi, per i quali, come ho avuto modo di precisare qualche giorno fa, esiste tutta una serie di resoconti in italiano consultabili nella Pagina degli Amputati (www.ampupage.it) presentino caratteristiche leggermente diverse dalle esperienze di chi invece, essendo morto in modo “definitivo” ci ha narrato gli eventi tramite comunicazioni medianiche.

Della vita e delle opere di Ernesto Bozzano (1862 – 1943) si parla diffusamente sul sito della Biblioteca Bozzano De Boni al link: http://www.bibliotecabozzanodeboni.it/bozzano.htm.

Un video molto interessante sull’opera di questo grande studioso esiste anche al link:

Il volume, edito per la prima volta da Giuseppe Rocco Editore, Napoli, nel 1930 con il titolo La crisi della morte nelle descrizioni dei defunti comunicanti, è stato successivamente pubblicato da F.lli Bocca Editori nel 1952, ed infine dalla casa editrice Armenia nel 1974 e nel 1998.

Come recita la recensione de’ Il Giardino dei Libri:

In quest’opera, l’autore raccoglie tutte le “rivelazioni trascendentali” con cui gli spiriti dei defunti hanno descritto l’ingresso nella dimensione spirituale che ci attende oltre la soglia dell’esistenza fisica.

Le trenta testimonianze riportate vengono esaminate in uno studio comparato in cui, evidenziando i particolari sui quali concordano gli spiriti comunicanti, si suffraga la loro attendibilità, accreditando un’immagine serena e felice del mondo ultraterreno.

Le narrazioni sono il frutto di comunicazioni ricevute medianicamente nella seconda parte del XIX secolo e nei primi decenni del XX secolo, tutti documentati nella bibliografia fornita dall’autore. Sono confrontati fra di loro in modo critico e razionale, secondo lo stile tipico di questo grande ricercatore.

Consiglio vivamente la lettura di questo testo a chiunque si interroghi sul trapasso e sulle prime fasi dell’esistenza in ambiente spirituale. Le analogie fra i vari resoconti, ma anche le caratteristiche comuni che Bozzano definisce “secondarie”, presentano un quadro della morte completamente diverso dalle idee nebulose che la nostra cultura lascia filtrare nel nostro comune modo di pensare con lo scopo preciso di far sì che la morte rimanga un inesplorabile tabù.

 

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“Mai dire addio” di Patrick Mathews

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Mai dire addio. Racconti di un medium in contatto con l’Aldilà è un libro pubblicato in italiano dalla case editrice Venexia nel 2013. Ecco la sinossi del libro:

La fine della vita fisica non significa che dobbiamo cessare il rapporto quotidiano con i nostri cari che sono trapassati.

L’autore, medium dalla fama internazionale, ci spiega tutto ciò, e rivela che questo legame che prosegue attraverso le dimensioni è d’aiuto sia a noi sulla terra che a chi è nello spirito.

Attraverso una raccolta di episodi toccanti, emozionanti e talvolta divertenti di cui è stato protagonista in quanto medium, e a sezioni dedicate alle domande che gli vengono solitamente rivolte sull’aldilà, Mathews risponde ai quesiti più frequenti sui dubbi e le paure che ci poniamo tutti sulla vita oltre la morte.

Egli inoltre spiega come riconoscere le comunicazioni con gli spiriti e a stabilire un collegamento duraturo con chi è trapassato attraverso semplici pratiche e meditazioni.

A queste parole, desidero aggiungere quello che più mi ha colpito di questo testo per buona parte autobiografico. Mathews descrive con parole semplici la sua storia e in particolare il modo in cui si è reso conto di poter esercitare questo contatto con gli spiriti disincarnati. Così facendo, inserisce anche il riferimento alle tecniche da lui scoperte e impiegate per “sintonizzarsi” con il Mondo dello Spirito, fatto che aiuta il lettore a sentire questa comunicazione, non come un talento raro, appannaggio di pochi eletti, ma come un qualcosa di naturale, di ripetibile nella propria vita, tant’è che, per chi comprende l’inglese, Mathews, sul suo sito (http://patrickmathews.com/), propone delle meditazioni guidate volte a favorire e stabilire questo contatto con l’Aldilà.

Infine, tre argomenti importantissimi che Mathews non solo tocca, ma documenta grazie al materiale emerso dalle sue sedute, sono:

– La conferma che manteniamo la nostra identità personale dopo la morte, e i legami d’affetto con i nostri cari, che risultano dopo il trapasso, amplificati.

– Il concetto, emerso già da molte comunicazioni medianiche negli ultimi due secoli, che soggiorniamo dopo la morte in una sorta di ambiente similterrestre ma spiritualizzato, dove tutto ciò a cui tenevamo in terra è presente e fruibile, indipendentemente dall’espandersi della nostra coscienza spirituale dopo il vero e proprio “risveglio” che la morte costituisce.

– Il fatto che NON SIA ASSOLUTAMENTE VERO che, restando in contatto con i nostri cari trapassati impediamo loro di continuare il proprio percorso spirituale, come tante culture ventilano. A questo proposito, vorrei riproporre qui quanto emerge in una delle sedute citate da Methews, in cui un marito defunto (Fred) parla a sua moglie (Linda), dopo averle offerto ottime prove di identificazione personale. Fred invita caldamente sua moglie a non credere a certi libri che le dicono di “lasciarlo andare” per permettergli di fare la propria strada. «Dove vuoi che vada?» chiede Fred a sua moglie. «Linda, devi capire una cosa: tu fai parte del mio paradiso.»

«In questo libro» come si precisa nell’introduzione «scoprirete che non è vero che dovete lasciare andare qualcuno altrimenti lo trattenete dal passare oltre [inglesismo derivante dall’espressione “to cross over”, in parole povere, morire, portato alla ribalta in Italia dalla serie televisiva Ghost Whisperer (N.d.R.)]. Lo spirito dei vostri cari è e continuerà a essere sempre parte della vostra vita, e non sarà necessario alcun congedo da loro».

La verità sulla reincarnazione

Conforto e sollievo da un concetto spesso ambiguo. Storia di un pesce rosso

Non siamo costretti a rinascere, almeno nel senso tradizionale attribuito a questo concetto.

Questo è il messaggio di fondo che l’autrice, dall’umile punto di vista che la stessa accomuna simpaticamente a quello di un pesce rosso in una boccia, desidera comunicare al lettore.

Come per il suo precedente libro, dedicato alla comunicazione con i cosiddetti “defunti”, anche in questo caso il testo è il risultato di un profondo lavoro introspettivo basato sull’esperienza personale di viaggiatrice astrale e studiosa della medianità.

Scopo dell’autrice è anche fondamentalmente quello di rassicurare chiunque abbia perso una persona cara che la morte non esiste, che non siamo robottini immessi nostro malgrado in un soverchiante e macchinoso sistema di vite, morti e rinascite al di fuori del nostro controllo, e che nella vita non perdiamo mai di vista i nostri cari, MAI, neanche nelle più buie situazioni esistenziali.

Al contrario, il testo presenta l’uomo quale eroico e potente spirito di luce che ha scelto di sottoporsi in via transitoria a una situazione apparentemente limitante per contribuire con coraggio e abnegazione al Grande Disegno spirituale che ci vede protagonisti.

Ancora una volta l’autrice cerca di dimostrare, con esempi tratti dalla vita di tutti i giorni, che il Mondo dello Spirito non è altro che il nostro mondo, che tutti abbiamo una missione di vita che abbiamo scelto al di là dello Spazio e del Tempo e che questa ci guida sempre, nella quotidianità, anche attraverso le persone e le circostanze che sembrano capitare nella nostra vita per caso.

Pagina dell’autrice: https://www.amazon.com/author/giuliajearyknap

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